We present, discuss and generalize an elegant geometrical proof of the law of cosines, due to Al Cuoco.
Deep Dive into Un problema da discutere: una rappresentazione geometrica del teorema del coseno.
We present, discuss and generalize an elegant geometrical proof of the law of cosines, due to Al Cuoco.
Il testo ci appare assolutamente oscuro nella parte finale; ma c'è una spiegazione con riferimento ad una figura. Dicendo «il quadrato […] è minore dei quadrati […] per il doppio del rettangolo» si intende dire che il doppio del rettangolo è la differenza fra la somma dei quadrati costruiti su due lati (quelli che comprendono l'angolo acuto) e il quadrato costruito sul terzo lato. Euclide rappresenta geometricamente tale differenza. Se AC (figura 1) è il lato opposto all'angolo acuto in B, il rettangolo che rappresenta la metà della differenza citata ha per dimensioni BC e BD (BC è «uno dei lati intorno all'angolo acuto», mentre BD è il segmento «staccato dalla perpendicolare all'angolo acuto»).
Confondendo un segmento con la corrispondente misura, si ha quindi
Per ritrovare l’enunciato usuale è sufficiente osservare che BD = AB cos b.
un Problema da discutere una rappresentazione geometrica del teorema del coseno
Sono note varie dimostrazioni del teorema; qui propongo una recente dimostrazione di Al Cuoco, americano di origini italiane, autorevole studioso di didattica della matematica e direttore del Center for Mathematics Education presso l’Education Development Center nel Massachusetts (USA); la dimostrazione è riportata in [H]. Supponiamo, in un primo tempo, che il triangolo sia acutangolo. Costruiamo i quadrati sui tre lati del triangolo, esternamente al triangolo; quindi tracciamo le tre altezze del triangolo e prolunghiamole in modo che ogni quadrato sia diviso in due rettangoli (fig. 2).
Calcoliamo ora le aree dei due rettangoli R 1 ed R 2 , colorati in figura 1, che hanno per dimensioni un lato del triangolo e la proiezione di un secondo lato sul primo.
Se si conoscono le nozioni base della trigonometria il calcolo delle aree è semplice:
Si conclude così che i due rettangoli sono equivalenti. In modo analogo si trovano altre due coppie di rettangoli equivalenti, come suggerito dalla figura 3.
Abbiamo così scomposto i tre quadrati in sei rettangoli, a due a due equivalenti. Il ragionamento è ora facile:
Se il triangolo è rettangolo le altezze coincidono con i cateti e si ottiene la classica configurazione del I teorema di Euclide, da cui segue immediatamente il teorema di Pitagora.
Se il triangolo è ottusangolo, il ragionamento funziona ancora, a patto di accettare aree negative. Con riferimento alla figura 4, il quadrato costruito sul lato AC geometricamente non è la somma, ma è la differenza dei due rettangoli R 2 = CEFI ed S 1 : in effetti, R 2 è tutto il rettangolo CEFI e, togliendo S 1 da R 2 , rimane appunto il quadrato costruito sul lato. Un discorso analogo vale per il quadrato costruito sul lato AB. Come nel caso precedente, R 2 è equivalente ad R 1 ed S 1 è equivalente ad S 2 .
Ancora un’osservazione. Dati tre numeri L, M, N, il sistema
Se L, M, N sono le aree dei tre quadrati costruiti sui lati di un triangolo, la soluzione è rappresentata geometricamente dalle aree dei rettangoli considerati in figura 3.
Se L, M, N sono invece le lunghezze dei lati di un triangolo, allora x, y, z sono le lunghezze dei segmenti in cui i lati stessi sono divisi dai punti di tangenza con il cerchio inscritto (figura 5). In tal caso, siccome ciascuno dei tre numeri L, M, N è minore della somma degli altri due, si ottengono come soluzione tre numeri positivi (infatti, la soluzione è data dalla terna (L+M-N)/2, (L+N-M)/2, (M+N-L)/2 ). Nel caso dei quadrati la soluzione è formata da tre numeri positivi se e solo se il triangolo è acutangolo.
Un’interpretazione geometrica è facile anche quando L, M, N sono le ampiezze degli angoli di un triangolo. Infatti, ogni angolo del triangolo è diviso in due parti da un raggio del cerchio circoscritto e la soluzione del sistema corrisponde proprio alle ampiezze di queste parti (figura 6), perché i tre triangoli che si ottengono congiungendo i vertici con il centro del cerchio sono ovviamente isosceli. Si osservi che anche in quest’ultimo caso la soluzione è formata da tre numeri positivi se e solo se il triangolo è acutangolo.
This content is AI-processed based on ArXiv data.